Il restyling della mia casa in campagna, non è stato affatto programmato.

E’ successo che una mattina, mi sono svegliata e ho deciso che era giunto il momento di mettermi all’opera per renderla bella e confortevole.

Se vuoi sapere come ristrutturare la veranda della tua casa in campagna con un restyling veloce ed economico sei arrivata nel posto giusto!

Ho iniziato dalla veranda, perché è la cosa che più mi mancava della mia vita in campagna.

RE(love)UTION

HOME + STUDIO

è la nuova rubrica in cui vi faccio vedere il restyling della mia casa e del mio nuovo studio a Le Api Coworking, un altro progetto di cui ti parlerò presto (che aprirà a breve!) insieme alla mia amica e socia Sara di Le Spille.

Perché, innanzitutto, ho scelto RE(love)UTION come nome del mio progetto?

Perché unisce le parole Revolution+ Love. Che poi, se ci fai caso, la parola LOVE è contenuta nella stessa R-evol-UTION, ma scritta al contrario!

Come rivoluziono casa e studio con amore, in pratica.

Per anni mi sono lamentata di avere una casa brutta, poco organizzata e quindi sempre disordinata. Ma, sopra ogni cosa, del fatto che, pur abitando in campagna, non avessi una veranda dove trascorrere le sere d’estate e invitare gli amici in un ambiente bello e confortevole. Sarà anche dovuto al fatto che i miei genitori, in Sicilia, hanno la casa al mare (ad Agnone Bagni (SR) per la precisione), dove abitano da Giugno a Settembre, per cui, per me, estate è da sempre sinonimo di stare all’aperto.

Quando abbiamo deciso che era arrivato il momento di smetterla di buttar via i nostri soldi in affitti vari e accendere un mutuo per comprarci una casa tutta nostra, provenivamo da una esperienza di 4 anni in centro storico. Bellissimo, per carità, non dovevo far altro che scendere di casa per avere tutto a portata di mano, il fruttivendolo, il macellaio, il panettiere…ma se per caso, dovevi prendere la macchina per spostarti, guai!

Senza un garage, avevamo accumulato così tanto stress (e multe) che comprare una casa in campagna ci era sembrata la soluzione migliore.

Ne abbiamo viste un paio prima di trovare lei.

Quando Mario, l’agente immobiliare, ci ha portati qui per la prima volta, siamo rimasti a bocca aperta.

Un cancello elettrico in ferro svelava davanti a noi un vialetto con alberi di Pino e eucalipti in fiore e ci portava dritti davanti una casetta su due piani, con un piazzale grande davanti e sopratutto, un grande albero di ulivo all’entrata della veranda. A dx, un uliveto di qualche ettaro, a sinistra e di fronte, tre piccoli giardini con alberi da frutta e fiori e piante varie.

La casa non era molto vecchia, era stata costruita da 15 anni, e dentro ci abitavano due signori sulla 70ina che volevano vendere perché non riuscivano più a stare dietro ai giardini.

La casa si sviluppa su due piani: al piano terra si trovano la verandina, una sala giorno con cucina open space e un bagno/lavanderia.

Delle scale in marmo con uno scorrimano in legno ti portano al primo piano dove si trova la camera di Jacopo, la camera da letto, un bagno piccolo, lo studio di registrazione di Antonio, mio marito e un balconcino.

Quando siamo arrivati qui, nel 2010, la veranda era chiusa, rasoterra e non pavimentata.

Entrando, a sinistra c’era un muretto da cui partiva un piano in marmo che aveva un altro ripiano sotto.

I precedenti proprietari credo lo utilizzassero per mettere le piante e tutto il necessario per il giardino.

Con noi era diventato praticamente un accumulo di cianfrusaglie, sempre piena di polvere e di peli dei nostri animali domestici. Ecco i colpevoli!

La tettoia, tra l’altro, era molto bassa, togliendo di fatto gran parte della luce con la conseguenza che la nostra sala giorno era sempre al buio.

E’ solo quest’anno che, finalmente, siamo riusciti a mettere da parti i soldi per buttarla giù e farla ricostruire da zero.

Yeah!

Il progetto era di eliminare il muretto con il piano in marmo, sovraelevare il tetto e il pavimento e pavimentarla.

E così, tra mille peripezie che non vi racconto perché tremendamente noiose, dopo un bel po’ di mesi, la veranda era pronta.

Non mi restava che arredarla!

Inizialmente sono andata in giro per negozi per cercare un bel tavolo in legno con delle sedie, ma i prezzi degli arredi da giardino, quelli belli, in legno massiccio, costavano molto per quello che era il nostro budget (la veranda di per sé era già costata più del preventivato) così mi sono arresa all’idea che anche quest’anno, non avrei potuto godermi la veranda come avrei voluto.

Quando però sono tornata dalle vacanze (se sei iscritta alla mia Newsletter ti ho raccontato e fatto sbirciare tra gli scatti più belli!) mi è scattato qualcosa in testa, mi sono ricordata che nella casa degli attrezzi avevamo uno dei tavoli dello studio di registrazione di Antonio, così mi sono messa in moto per comprare il necessario per il mio restyling.

Esattamente dovevo:

-dipingere le sedie in legno che ci hanno regalato degli amici per il matrimonio (c’era anche un tavolo che aihmé si è rotto)

-il tavolino da caffé

-la ringhiera in legno (rimasta dalla vecchia veranda che è vicino alla porta di casa)

-trovare una soluzione per coprire i cestini della spazzatura e le scope

e, infine

-trovare una bella tovaglia in plastica, colorata, in modo da coprire il tavolo che non è che sia proprio questo gran bel vedere…

Ho iniziato dalle sedie e il tavolino andando da Bricoman per comprare la pittura.

Ho preso una base ad acqua, ho scelto il colore dalla cartella colori che hanno al banco dedicato alle vernici, e l’addetta, me li ha sapientemente miscelati in modo da renderli nella tonalità che avevo scelto.

Giallo sole, bianco e rosa pastello (che mi serviva principalmente per gli arredi del mio studio di cui ti parlerò in uno dei prossimi post di questa rubrica).

Le sedie erano già abbastanza vecchie e porose che non c’è stato bisogno di scartavetrarle, solamente la base del tavolino che era proprio rovinata. Ho passato quindi il colore un paio di volte, essendo ad acqua e non sintetico, si asciugava man mano che le dipingevo riuscendo così a dargli più passate senza dover attendere giorni…

Le altre due sedie le ho dipinte, una in rosa e l’altra in bianco.

Da Maurys ho trovato una bellissima tovaglia che faceva proprio al caso mio. Il pattern riproduce le antiche maioliche siciliane, fondo bianco e disegni in giallo senape, azzurro e blu navy. In pendant, delle tovagliette all’americana in cotone, alcune giallo senape e altre in azzurro menta.

Sul tavolo ho inoltre messo un vassoio (sul mio profilo Instagram ho chiesto alle mie follower di aiutarmi nella scelta!) che avevo comprato da Ikea e che bramava da tempo una collocazione e tre piccoli vasetti in ceramica. Uno bianco che riprende le forme degli origami, uno giallo semplice e uno azzurro menta con un pattern di triangoli in rilievo.

Dentro, ho messo delle piantine grasse.

La soluzione più figa è stata, a mio parere, il separé (che avevo in negozio e che è rimasto per anni chiuso nella casetta attrezzi) per ovviare agli orrendi mobiletti porta scope! Con una cosa ho risolto ben due problemi, le scope e i secchi della spazzatura, adesso non si vedono più!

Adesso non rimane che appendere alla parete di fronte (quella affianco al separé) il pallet di cui ho dipinto in nero i pannelli frontali, per fare un vertical garden, ne hai mai sentito parlare?

Si tratta di “ricreare” un giardino su di una parete utilizzando i supporti più disparati. Il modo più economico è proprio quello di utilizzare i pallet!

Io ne ho recuperato uno nel piazzale dove vado a lavoro, l’ho scartavetrato e ho dipinto i pannelli frontali in nero, per ricreare l’effetto lavagna e per poterci scrivere sopra i nomi delle piantine che ci metterò.

Devo ancora appenderlo e sistemare il divanetto in rattan che ho posizionato davanti alla ringhiera in legno che ho dipinto di bianco, ma devo dire che sono molto soddisfatta dei risultati raggiunti finora.

Che ne dici? Ti piace la mia nuova veranda? A me moltissimo, mi sento rigenerata e felice di avere, finalmente, il posto dove trascorrere le mie serate di fine estate, come desideravo da tanto tempo.

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